La Vita Sono tanti gli storici che si sono cimentati nella narrazione della Sua vita che, benchè atrocemente martirizzata, è stata sempre in odore di santità. Fra i molti che hanno scritto su San TRIFONE (Cardinale, Baronio, Ottavio, Gaetano, Teodorico, Ruinari, Mazzocchi, Mons. Luigi STANGARONE) Cenni Storici San TRIFONE sarebbe nato a Campsade (Campsados o Sampsados), borgata sull'Ellesponto vicino a Nicea, nella Frigia minore, regione dell'attuale Turchia europea nell'anno 232 d.C.. Nella stessa regione, nella vicina Licia, nacque San Nicola, diventato poi Patrono di Bari e Titolare della nostra parrocchia. Il Signore gli donò il potere di operare miracoli guarendo malati e liberando gli indemoniati. Sul trono dell'Impero romano sedeva Decio Traiano (249-251), che perseguitò i cristiani. Trifone fu accusato al Prefetto Aquilino, torturato e condannato alla decapitazione. Subì il martirio a Nicea, in Bitinia, ma non si sa l'anno preciso, forse il 250. L'1 febbraio, data indicata come il suo "dies natalis". Il 10 novembre sarebbe invece il giorno della traslazione del suo corpo a Roma, ove sarebbe stato deposto in una chiesetta a lui dedicata in Campo Marzio nel sec. IX. Quella chiesetta, sede di parrocchia, fu designata come "stazione" del primo sabato di quaresima, indicazione tuttora riportata nei calendari liturgici della Chiesa romana. La chiesa di San TRIFONE in Campo Marzio fu distrutta nel sec. XVIII per allargare il convento degli agostiniani annesso alla grandiosa chiesa di S. Agostino, ove furono trasportati tutte le reliquie ed oggetti sacri prima esistenti nella chiesa di San TRIFONE. Non vi si conserva alcuna immagine del Santo. Come si dirà in seguito, le reliquie di San TRIFONE nel 1917 furono trasportate a Cerignola. Altre reliquie del nostro Patrono sono conservate e venerate a Cattaro in Dalmazia. Stavano per essere portate a Venezia, ma per una tempesta furono bloccate nell'809 a Cattaro, che in onore del Santo, proclamato Patrono, eresse la Cattedrale (vedi foto).Viene festeggiato il 3 febbraio, giorno della sua morte, secondo il calendario greco. Anche lì c'è il rito di consegnare alla sua immagine le chiavi della città. Culto in Oriente Il culto verso San TRIFONE è stato molto vivo, fino al medioevo, in Nicea, dove Trifone subì il martirio, poi si diffuse nelle regioni vicine. A Costantinopoli, capitale dell'Impero romano d'Oriente, l'Imperatore Anicio Flavio Giustiniano (482-565) eresse una chiesa in suo onore. Attualmente in qualche località della Grecia è ancora venerato, come mostra il fatto di aver trovato, qualche anno fa, in un negozio di Atene una sua immagine, che lo riproduce giovane, con nella mano sinistra uno scrigno e ai piedi un'oca. Anche in Russia era venerato il nostro Santo; quì il nome del Santo è legato alla storia di Mosca dalla suggestiva leggenda circa il falcone di proprietà dello Zar Ivan il Terribile (1530-1584). Il falcone fu smarrito e ritrovato dopo tre giorni per l'intervento di San TRIFONE che lo riporta allo Zar cavalcando un bianco cavallo. Era l'1 febbraio, giorno dedicato alla commemorazione del Santo. Lo Zar per ringraziamento fece costruire in Mosca una chiesa in suo onore e vi fece deporre qualche reliquia del Santo. Una bellissima icona rappresenta il leggendario racconto (foto a lato). Culto in Italia Da Cattaro il culto si diffuse sulle sponde dell'Adriatico fino a Venezia e Mestre e poi in Italia meridionale, in Sicilia, e in particolare in Puglia. Alla diffusione del culto dei Santi orientali certamente influì l'iconoclastia, o lotta alle immagini sacre, verifìcatasi in Oriente tra l'VIII e il IX secolo. I devoti cercarono di salvare quelle immagini e sacre reliquie trasportandole, furtivamente, in Occidente. Si pensi alla sacra icona dell'Odegitria o Madonna di Costantinopoli trasportata da due monaci a Bari, ove sarebbe giunta il martedì 3 marzo del 733. Anche le reliquie di San Nicola, qualche secolo dopo, nel 1087, furono trafugate da marinai baresi a Myra e trasportate a Bari. Il culto dei martiri orientali in Occidente fu favorito anche dalle Crociate, o spedizioni militari per liberare il sepolcro di Cristo dagli infedeli nei secoli XI-XII. Si pensi a San Giorgio, venerato anche nella vicina Loseto (Ba), il cui culto è attestato già alla fine del sec. IV, in Lydda, vicino all'attuale Tei Aviv. L'Inghilterra lo scelse come patrono al tempo delle Crociate, nella figura del soldato che ha indossato l'armatura di Dio per combattere contro le forze del male.
|